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    Il Palmento Rudinì

    Lo storico stabilimento del vino costruito dal marchese Rudinì

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    Inverdurata

    La via Roma, location dei mosaici dell' Inverdurata

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    Melone di Pachino

    Il profumatissimo Melone Cantalupo di Pachino IGP

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    Architettura

    Particolare architettonico di un edificio del centro storico di Pachino

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    Oleandro

    Il fiore dell'oleandro, pianta molta diffusa nella zona

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    Colapasta

    Antico colapasta in alluminio

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    Castello Tafuri

    Particolare della torre del Castello Tafuri a Portopalo di Capo Passero

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    Mosaico di verdure

    Notare la bellezza e la cura dei particolari dei mosaici di verdure fresche, realizzati per l'Inverdurata

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    Infiorescenza

    La spettacolare infiorescenza della palma

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    Fornello a olio

    Vecchio esemplare in ottone di fornello a olio

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    Linguine con gamberoni

    Gustoso piatto di linguine ai gamberi rossi del Mediterraneo e Ciliegino di Pachino IGP

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    Barche

    Barchette in legno e velieri sullo sfondo di Marzamemi

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A spasso per il Barocco

Tra tutti gli Itinerari Turistici in Sicilia è ideale per scoprire i gioielli del tardo Barocco siciliano, la bellezza del mare e della natura, nonché gli antichi sapori culinari.

Vendicari - La Tonnara

Importante, soprattutto per l'economia della regione, fu la Tonnara di Vendicari in cui venivano inscatolati i pesci, prevalentemente tonni e sgombri, pescati al largo. La tonnara, detta anche Bafutu, ossia anticamente del Capo Bojuto, venne costruita nel Settecento in seguito al grande incremento che in Sicilia si era avuto nella concessione di tonnare a partire già dal Seicento.

Soggetta, a periodi di magra ed anche di totale chiusura a causa del suo scarso prodotto (vedi un provvedimento della capitaneria di porto di Catania del 12 febbraio 1884) venne parecchio condizionata dalla vicinanza di altre tonnare (Marzamemi e Pozzallo) più efficienti e meglio favorite da fattori ambientali
Il periodo di massima espansione venne raggiunto ad inizio del secolo scorso, quando si registrò un forte incremento del pescato. In quegli anni proliferarono, nelle tonnare, gli stabilimenti per la conservazione in scatola del tonno e la tonnara di Vendicari contò 40 dipendenti, tra cui due rais (il primo di Avola e il suo vice di Pachino).
Fu in quel contesto di rinascita dell'attività delle tonnare che nel 1914 il nobiluomo avolese Antonino Modica Munafò di San Giovanni, già possessore della salina, ebbe la concessione della tonnara di Vendicari che venne ristrutturata con impianti nuovi sui resti di quella settecentesca.
Fu una tonnara di ritorno, di quelle, cioè, che, poste lungo le coste orientali e meridionali della Sicilia, catturavano i tonni dopo che questi, passata la stagione degli amori, andavano verso il mare aperto.
L'edificio a terra della tonnara, nel quale si entrava per un ampio cancello di ferro, comprendeva, oltre ad un cortile, separato dalla torre sveva mediante un muro perimetrale, lo stabilimento per la lavorazione del tonno, il magazzino, le abitazioni dei tonnaroti.
Il rais alloggiava con la sua famiglia nell'isoletta di Vendicari, dentro baracche di legno in prossimità dell'abitazione dei proprietari, i quali avevano una casa in muratura per alloggiarvi durante i lavori della tonnara.
Annualmente si prendevano settecento, ottocento tonni con il procedimento tipico usato nelle tonnare siciliane e la fase conclusiva della mattanza.

Nel 1943 la causa immediata che determinò la chiusura della tonnara di Vendicari fu la guerra. La sua attivita' cessò nel 1943 in seguito ai tragici eventi dello sbarco anglo-americano nella zona durante l’ultimo conflitto mondiale.

I primi impianti delle saline, costruite a supporto della tonnara per la conservazione del pesce, risalgono al XV secolo e, a tutt'oggi, ne restano vestigia sul Pantano Grande. Oggi, quelli che erano i ruderi diroccati dello stabilimento con i suoi cento metri circa di lunghezza, i pilastri che ne sorreggevano il tetto, e la ciminiera altissima che domina nel silenzio del luogo, nonché le case dei pescatori, vengono restaurati e consolidati da un intervento della Soprintendenza di Siracusa.
Fino ai primi decenni del Novecento era ancora in attività la tonnara, di cui rimangono alcune strutture di cemento, in corso di restauro.
Ad un centinaio di metri di distanza dalla Torre fu rinvenuto dalla Soprintendenza un impianto romano per la lavorazione del pesce, per la produzione “garum”, tipica salsa usata dai romani per condire i cibi.

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