• La Chiesetta
    La Chiesetta

    La vecchia chiesetta di Marzamemi vista dall'arco della balata

  • Lampione
    Lampione

    Particolare dell'illuminazione per le stradine di Marzamemi

  • Casetta in campagna
    Casetta in campagna

    Uno scorcio della campagna pachinese

  • Calamari alla griglia
    Calamari alla griglia

    Freschissimi calamari cucinati alla griglia e conditi con olio, limone e origano

  • Masseria Maucini
    Masseria Maucini

    Particolare architettonico posto all'ingresso della masseria dei Maucini

  • Forno che arde
    Forno che arde

    Preparazione del forno a legna per la cottura del pane

  • Fiori di bouganville
    Fiori di bouganville

    Fiori a gruppi dai colori accesi e brillanti

  • Vecchie scope
    Vecchie scope

    Vecchie scope di curina fatte a mano

  • I pipioli
    I pipioli

    I peperoncini appesi ad essiccare

  • L'arco
    L'arco

    L'arco e il vicolo con bar e botteghe tra la balata e la piazzetta

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    Isola delle correnti

    Il punto più a sud dove si incontrano i mari Jonio e Mediterraneo

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    Vegetazione

    La vegetazione marittima

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Da Pachino a New York

New York la città che non dorme mai, come canta Frank Sinatra siciliano di origine, rappresenta il sogno di tanti e la città delle mille idee e opportunità. Pachino è nota anche nella grande mela

Liscìa (liscìva)

Quello della lisciva era un tempo un vero e proprio rito, che coinvolgeva tutte le donne della famiglia e che agli occhi dei bambini assumeva caratteri magici ed affascinanti. Dall'unione di acqua e cenere nasceva un'alchimia nascosta che miracolosamente faceva diventare bianca, morbida e profumata la biancheria ed il bucato.

Naturalmente ogni regione, ogni paese, ogni casa aveva il suo metodo per lavare i panni, ma il procedimento era a grandi linee abbastanza simile da Nord a Sud.


Ingredienti:
Cenere e acqua in un rapporto di 1:5, ovvero 1 bicchiere di cenere e 5 di acqua.

Preparazione:
Setacciare la cenere e disporla in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso), rispettando il giusto rapporto cenere/acqua ed aggiungervi l'acqua. Portare ad ebollizione, a fuoco lento, mescolando di frequente all'inizio e di tanto in tanto quando la cottura si è stabilizzata.Far bollire circa 2 ore. E' consigliabile, verso fine cottura, assaggiare giusto una goccia del composto da posare sulla lingua per valutarne la potenza: se ha bollito sufficientemente pizzicherà appena. Non eccedere nella bollitura, in quanto la lisciva ottenuta diventerebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e per l'ambiente. A cottura ultimata, lasciare raffreddare e decantare.
Preparare un recipiente e qualche straccio di cotone pulito che non scolorisca. Tendere sul recipiente lo straccio e fissarlo nella posizione con una corsa, uno spago, una fettuccia o un elastico. Versare il contenuto della pentola sullo straccio nel recipiente, con l'accortezza di non agitare il liquido, cercando cioè di mantenere separata la parte solida da quella liquida. Se necessario ripetere questa operazione per ottenere una lisciva (ovvero la parte liquida) più filtrata e quindi più limpida.
Versare la lisciva in un flacone di plastica. La lisciva è pronta! e si conserverà anche per anni...

Cosa si ottiene dal procedimento:
Una parte liquida, la lisciva propriamente detta, da usarsi per tutte le pulizie (piatti, biancheria, pavimenti, ecc.), dicono sia ottima anche in lavatrice al posto del detersivo. La liscivia pura è utilizzabile per pulire più a fondo, mentre diluita per le pulizie leggere, come lavare i piatti.
Una pasta cremosa, che possiede un certo potere detergente e che può essere usata per lavare i piatti poichè non sporca come la cenere in polvere, lasciando che la parte pura sia adoperata per smacchiature più impegnative.

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