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    I Lolli

    Tradizionale pasta fatta in casa che si prepara per il Natale

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    Il giardino degli aranci

    Un trionfo di colori verde e arancio, provate a immaginarne il sapore...

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    La Natività

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    Il Ciliegino di Pachino

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    Le Concerie

    Tiepido tramonto riflesso sulla roccia calcarea di contrada Concerie

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    Il finocchio marino

    Nasce nelle zone sassose vicine al mare, si mangia crudo, oppure cotto;
    ha un gusto aromatico e gradevole

  • Isolotto Brancati
    Isolotto Brancati

    Isola di proprietà del chirurgo Raffaele Brancati che vi fece edificare una colorata casetta nel 1935

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    Operation Husky

    Monumento celebrativo del 70° anniversario dello sbarco in Sicilia

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    Museo Rudinì

    In allestimento, all'interno del vecchio palmento Rudinì

  • Il presepe
    Il presepe

    La magia dell'antica tradizione del presepe

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    La stella di Natale

    La pianta simbolo delle festività natalizie

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    La gargolla

    Parte terminale dello scarico dei canali di gronda ornata con figure animalesche, fantastiche
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Da Pachino a New York

New York la città che non dorme mai, come canta Frank Sinatra siciliano di origine, rappresenta il sogno di tanti e la città delle mille idee e opportunità. Pachino è nota anche nella grande mela

Museo Etnografico Nunzio Bruno

Il Museo etnografico “Nunzio Bruno” rappresenta un’importante chiave di lettura antropologica e culturale della storia della comunità floridiana. La collezione che costituisce il museo nasce agli inizi degli anni ’70 per documentare la vita di braccianti e artigiani svolta durante le attività lavorative nelle botteghe e nelle masserie dell’altipiano Ibleo.

E’ stata realizzata grazie all’impegno e alla passione del Maestro Bruno. Il Museo etnografico permanente, istituito dalla Provincia Regionale di Siracusa e dal Comune di Floridia nel 2001 è stato aperto al pubblico il 22 maggio 2004 e realizzato nella struttura di Piazza Umberto I n. 27; ricavato dalla fusione di due immobili di pregio storico, l'ex carcere mandamentale e la caserma dei carabinieri, diviso in  piano terra, composto da sei sale dedicate all’esposizione permanente e primo piano, suddiviso in: piccola biblioteca, deposito e Sala polifunzionale attrezzata per le attività culturali e didattiche.

 

PASTORIZIA E AGRICOLTURA
La prima Sala accoglie oggetti utilizzati dai pastori per la produzione casearia Iblea
: pentoloni di rame (quarari), fiscelle (fasceddi), cavagni, collari per bovini e ovini intagliati a punta di coltello nella parte destra. Al centro un antico aratro a chiodo tipico dell'altopiano Ibleo divide in due l'ambiente con volta a botte e pietra arenaria a vista. Nella parete sinistra attrezzi utilizzati per la coltivazione del grano, disposti cronologicamente raccontano il ciclo produttivo "dalla semina alla trebbiatura", nelle pareti oggetti usati per l'aggiogo delle bestie da soma.

 

SALA DEL PALIO IPPICO
Saletta dedicata al palio ippico
: è una piccola stanza ricavata da una cella del vecchio carcere mandamentale, stanza di isolamento dei detenuti in attesa di giudizio. Pannelli descrittivi e foto storiche tracciano l'evoluzione di una ambita competizione ippica, conosciuta e apprezzata in tutto il meridione "Il Palio Ippico città di Floridia", in provincia di Siracusa, si disputa nel mese di maggio e affonda le sue radici nel lontano XVI sec., stando a testimonianze reperibili nella Biblioteca di Salamanca, in Spagna. Si svolge lungo il Corso Vittorio Emanuele e attrae appassionati di ippica e studiosi di folklore, consente di far conoscere una delle ultime testimonianze della cultura contadina. Da qualche anno motivi di sicurezza ne hanno impedito la regolarità, si auspica che le autorità preposte con la collaborazione dei cittadini consentiranno il ripristino regolare di questa manifestazione.

 

A MAISCIA TAGLIO E CUCITO
La sala racconta come si viveva e lavorava in un'antica sartoria di paese,
"a maiscia". Dai pannelli descrittivi con foto d'epoca si comprende l'importanza storica e artigianale di questo mestiere per la comunità. Sono esposte: forbici, la macchina da cucire Singer, squadre, ferri da stiro dall'antico ferro a carbone fino ai primi ferri elettrici, e tutto quanto serve per il confezionamento di abiti per uomo e donna, alcune stoffe e un antico abito da sposa.

 

CASA DEL CONTADINO
La sala della casa del contadino riserba un angolo ad una attività fondamentale nella economia contadina la panificazione, una parte dedicata ai contenitori e le ceramiche e una parte dedicata alla tessitura.

Panificazione
Entrando a destra un oggetto di particolare importanza è "u cannizzu" cilindro intrecciato di canne dove viene conservato il grano per l'intera stagione. Quando la massaia ha l'esigenza per quella giornata di panificare la prima cosa che fa è quella di preparare gli attrezzi che sono "a maidda" la madia strumento di forma trapezoidale poggiato su trespoli che viene usato per eseguire l'impasto. La farina setacciata opportunamente viene posta al centro, si realizza una fonte all'interno della quale viene versata l'acqua che in siciliano si chiama "razia" grazia, si scioglie il lievito "luvato" se siamo in inverno "livatina" se siamo in estate, si comincia ad amalgamare la farina con l'acqua si aggiunge il sale e si prepara l'impasto che deve essere lungamente lavorato. Raggiunta la consistenza giusta verrà utilizzato un secondo attrezzo "a sbria" gramola, stavolta con l'aiuto di un'altra persona si affina opportunamente la pasta alzando e abbassando "u sbriuni"  finita questa operazione si taglia pezzi e si comincia a dare la forma. Tipica floridiana e quella a chicco di grano, alla fine dell'operazione si fanno "così minuti" cioé piccole forme che andranno consumate in giornata. Ci si aiuta per migliorare l'elasticità della pasta con dell'olio extravergine d'oliva, dopodiché il pane viene messo a letto per la lievitazione. Successivamente il forno completerà con la cottura, un detto ci avverte che " 'u furnu conza e 'u furno sconza" per indicare l'importanza dell'operazione.

Ceramica e contenitori
Dalle origini della civiltà fino agli anni '70 i contenitori e suppellettili per la casa erano espressione del territorio. L'uomo manipolando la materia prima disponibile: l'argilla, la paglia, le canne, il legno della propria zona costruiva arnesi e contenitori adatti alla manipolazione e conservazione delle derrate alimentari, dando origine a intere categorie di artigiani. Con l'avvento della plastica sia le materie prime come le categorie professionali sono scomparse, unificando e massificando il pianeta. Il museo consapevole dell'importanza dei manufatti in ceramica ha voluto concentrare in un settore le ceramiche della Sicilia con particolare riferimento Caltagirone, Santo Stefano di Camastra, Burgio ecc. Sono esposti contenitori per la conserva di alimenti, la preparazione di mostarde e marmellata, tubi di scolo per l'acqua piovana, strumenti per la mescita del vino e piatti per l'essiccazione dell'estratto di pomodoro.

Tessitura
Fimmina nna fascia robba nna cascia. ( Trad.
Femmina nella fascia, roba nella cassa.)
Con questo detto tutte le ragazze del secolo scorso sono state educate, inculcando loro il principio che senza dote non si aveva futuro perchè il matrimonio o la vita monastica era determinta dalla quantità e qualità della dote. Il gradino sociale si saliva solo se la dote comprendeva consistenti quantità di tessuti. Robba a durici o a sirici o vinti fà a diffirenza, significa che la quantità era di durici linzola, durici tuagghi i facci, durici tuagghi i taula ecc. In ogni casa era cunzatu u tularu, attrezzo indispensabile per eseguire in modo impeccabile il proprio corredo, si impiegava un'intera vita, e poi si dava in eredità ai propri figli. Le fasi di lavorazione erano lunghe e complesse, con diverse specializzazioni. Il falegname aveva il compito di realizzare la struttura in legno, poi si costruivano i pettini in canna e cotone, i licci totalmente in cotone. Avendotutte le parti del telaio pronte ed efficenti si "mitteva u tularu", montato il quale si chiamava a "urditrici", era personale specializzato che realizzava l'ordito in apposite case, perchè era necessario sia spazio che macchinario adatto per la produzione di "Balle". A montaggio ultimato, il telaio era pronto per la tessitura.

 

LA BOTTEGA DEL CARRADORE
Quando si aveva l'esigenza di avere un carro per la propria attività o per puro capriccio si andava dal Mastru fa carretti o Carradore.
A Floridia nella prima parte del secolo scorso erano presenti e operative diverse botteghe di mastri carradori e molte maestranze ruotavano intorno a questa attività produttiva. Il museo presenta una ipotetica bottega comprendente quasi tutte le fasi di lavorazione del carretto, dalla committenza al collaudo e messa su strada del manufatto. Le fasi di lavorazione si svolgevano per tutto il processo di costruzione sotto la quida del "MASTRU" , che sceglieva tutti i tipi di legno, sono diversi a seconda del posizionamento nel carro, dovevano essere necessariamente e opportunamente stagionati, poi con l'ausilio del fabbro ferraio si costruivano le parti in ferro, anche la costruzione delle "busciule" si avvaleva di manodopera ad alto livello. Facevano parte del processo di costruzione gli intagliatori che si occupavano delle sculture in legno, e dei pittori che si erano specializzati nella decorazione di qualità.

 

A PUTIA
In una saletta, a destra del grande salone, è stata ricostruita una piccola bottega di paese
, vi si poteva acquistare di tutto: dalla pasta al lucido da scarpe, aghi e filo, legumi, giocattoli, pennini e calamai, un grande piccolo emporio. Un tipo di attività commerciale scomparsa con l'avvento dei supermercati e i centri commerciali.

 

Nunzio Bruno - Il fondatore del museo

Il Maestro Nunzio Bruno, nato a Sortino nel 1936 ma floridiano d’adozione. Appartenente ad una generazione di fotografi, dopo aver esercitato la professione dei suoi predecessori si appassiona alla pittura, alla scultura e al miniaturismo. In virtù di una preziosa collaborazione con l’etnoantropologo Antonino Uccello comincia a preservare dall’abbandono una collezione infinita di  oggetti riferiti alla scomparsa della civiltà contadina Iblea, con particolare riguardo ai mestieri antichi floridiani, che espone nella sua Villa di Contrada Fegotto, per decenni meta di qualificati visitatori.



GALLERIA DI IMMAGINI

palio ippico.jpgesterno_BROCHURE_Floridia in tour.jpgcasa del contadino.jpgFoto4.JPGFoto3.JPGFoto1.jpgbottega del carradore.jpginterno_BROCHURE_Floridia in tour.jpgpastorizia e agricoltura.jpgFoto2.jpgputia.jpgtaglio e cucito.jpg

Giorni e orari di apertura:
da lun. a ven. ore 17,00/20,00 - sab. e dom. su prenotazione
Visite guidate su prenotazione

Per maggiori informazioni e contatti

Museo etnografico Nunzio Bruno
Piazza Umberto I, n.27- Floridia
Tel. 335/1027794 -
Tel./Fax . 0931 - 1849863

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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