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    Il Ciliegino di Pachino

    Dolce, piccolo e gustoso Ciliegino di Pachino IGP

  • Cassateddi ri Pasqua
    Cassateddi ri Pasqua

    Cassatine dolci alla ricotta tipiche di Pasqua

  • Gigli di mare
    Gigli di mare

    Pianta spontanea che cresce sulla sabbia

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    La Pace

    Suggestiva rappresentazione della Pasqua

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    Lavorazione del pesce

    Latte di acciughe salate in maturazione

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    Muretto a secco

    Caratteristico muretto in pietra senza uso di cemento

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    Le nespole

    Il primo frutto che ci regala la primavera

  • U panaru
    U panaru

    Contenitore fatto a mano con canne e rami d'ulivo

  • Il papiro
    Il papiro

    La pianta originaria dell'Egitto, che cresce anche nel siracusano

  • La stazione di Marzamemi
    La stazione di Marzamemi

    Resti della stazione FS utilizzata per carico/scarico del vino

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    Tramonto al mare

    Il mare, il sole e il ricordo della Torretta

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    Vendicari

    Casetta e panorama

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Turismo Enogastronomico

Se state programmando una vacanza in Sicilia dovete considerare che si tratta della più grande isola del Mediterraneo, è quasi un continente che merita tutto di essere visitato.

A corda (il salto della corda)

Si utilizzava una corda di parecchi metri, si giocava preferibilmente in gruppo, minimo tre giocatori. Due dovevano girare la corda, gli altri cercavano di saltarla, senza inciampare. Si poteva saltare in due modi: a piedi uniti o alternati, si doveva saltare la corda quando sbatteva sul terreno.

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A vacca rormi (la mucca dorme)

I ragazzi divisi in 2 squadre dovevano a turno saltare sulla schiena dei ragazzi della squadra avversaria che formavano appunto “la vacca”, i cui componenti erano piegati sulla vita e posti in fila uno dietro l’altro. Quando tutti i componenti della squadra erano saltati in groppa, il capo squadra chiedeva ai ragazzi che formavano “la vacca”: “chi dici a vacca?” (cosa dice la vacca?).

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I quattru cantuneri (4 cantoni)

Quattro bambini occupavano quattro posti che di solito erano quattro cantoni, mentre il quinto bambino stava al centro. Al via, i quattro bambini cercavano di cambiare posto, mentre il bambino che stava in mezzo provava ad occupare prima di un altro uno dei posto lasciati liberi.

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U zicculu (a biglie)

La maggioranza degli adulti ricorda le biglie della propria infanzia, quando un’intera reputazione poteva essere guadagnata o persa a seconda dell’abilità di tiro. Infatti il tiratore, colui che lancia la biglia, deve posare la pallina nell’incavo formato dall’indice, leggermente curvato verso l’alto, e dalla punta del pollice destro.

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A Ciucidda (la trottola)

A Ciucidda (trottola) era un giocattolo diffuso tra i Greci e Romani: è nominata, ad esempio, da Callimaco e anche Catone, il noto Censore romano, la consigliava come passatempo per bambini che, a suo parere, avrebbero invece dovuto evitare i dadi.La trottola è sicuramente uno dei più noti e affascinanti giochi di un tempo.

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