• I Lolli
    I Lolli

    Tradizionale pasta fatta in casa che si prepara per il Natale

  • Il giardino degli aranci
    Il giardino degli aranci

    Un trionfo di colori verde e arancio, provate a immaginarne il sapore...

  • La Natività
    La Natività

    La capanna e la nascita di Gesù nel Presepe

  • Il Ciliegino di Pachino
    Il Ciliegino di Pachino

    Il tipico e famoso pomodoro di Pachino IGP

  • Le Concerie
    Le Concerie

    Tiepido tramonto riflesso sulla roccia calcarea di contrada Concerie

  • Il finocchio marino
    Il finocchio marino

    Nasce nelle zone sassose vicine al mare, si mangia crudo, oppure cotto;
    ha un gusto aromatico e gradevole

  • Isolotto Brancati
    Isolotto Brancati

    Isola di proprietà del chirurgo Raffaele Brancati che vi fece edificare una colorata casetta nel 1935

  • Operation Husky
    Operation Husky

    Monumento celebrativo del 70° anniversario dello sbarco in Sicilia

  • Museo Rudinì
    Museo Rudinì

    In allestimento, all'interno del vecchio palmento Rudinì

  • Il presepe
    Il presepe

    La magia dell'antica tradizione del presepe

  • La stella di Natale
    La stella di Natale

    La pianta simbolo delle festività natalizie

  • La gargolla
    La gargolla

    Parte terminale dello scarico dei canali di gronda ornata con figure animalesche, fantastiche
    o mostruose

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Da Pachino a New York

New York la città che non dorme mai, come canta Frank Sinatra siciliano di origine, rappresenta il sogno di tanti e la città delle mille idee e opportunità. Pachino è nota anche nella grande mela

A corda (il salto della corda)

Si utilizzava una corda di parecchi metri, si giocava preferibilmente in gruppo, minimo tre giocatori. Due dovevano girare la corda, gli altri cercavano di saltarla, senza inciampare. Si poteva saltare in due modi: a piedi uniti o alternati, si doveva saltare la corda quando sbatteva sul terreno.

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A vacca rormi (la mucca dorme)

I ragazzi divisi in 2 squadre dovevano a turno saltare sulla schiena dei ragazzi della squadra avversaria che formavano appunto “la vacca”, i cui componenti erano piegati sulla vita e posti in fila uno dietro l’altro. Quando tutti i componenti della squadra erano saltati in groppa, il capo squadra chiedeva ai ragazzi che formavano “la vacca”: “chi dici a vacca?” (cosa dice la vacca?).

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I quattru cantuneri (4 cantoni)

Quattro bambini occupavano quattro posti che di solito erano quattro cantoni, mentre il quinto bambino stava al centro. Al via, i quattro bambini cercavano di cambiare posto, mentre il bambino che stava in mezzo provava ad occupare prima di un altro uno dei posto lasciati liberi.

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U zicculu (a biglie)

La maggioranza degli adulti ricorda le biglie della propria infanzia, quando un’intera reputazione poteva essere guadagnata o persa a seconda dell’abilità di tiro. Infatti il tiratore, colui che lancia la biglia, deve posare la pallina nell’incavo formato dall’indice, leggermente curvato verso l’alto, e dalla punta del pollice destro.

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A Ciucidda (la trottola)

A Ciucidda (trottola) era un giocattolo diffuso tra i Greci e Romani: è nominata, ad esempio, da Callimaco e anche Catone, il noto Censore romano, la consigliava come passatempo per bambini che, a suo parere, avrebbero invece dovuto evitare i dadi.La trottola è sicuramente uno dei più noti e affascinanti giochi di un tempo.

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